Lettera a un uomo di molti secoli fa

scritto da Fresia
Scritto 12 mesi fa • Pubblicato 12 mesi fa • Revisionato 12 mesi fa
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Testo: Lettera a un uomo di molti secoli fa
di Fresia

LETTERA A UN UOMO DI MOLTI SECOLI FA

Si può credere o meno alla tua origine divina, al tuo concepimento soprannaturale e ai tuoi miracoli. Si può essere certi o dubitare del fatto che tu sia veramente risorto, ma negare il segno indelebile che hai lasciato in questo mondo è davvero difficile.

La tua figura carismatica,  la tua Parola e i fatti di cui fosti protagonista sono sopravvissuti al fluire del tempo e non smettono di impressionare e di coinvolgere gli uomini del presente con tutto il loro sapere, le loro conquiste scientifiche e la loro continua sete di conoscenza.

A volte mi chiedo cosa potresti pensare, osservando dall’ alto noi comuni mortali o cosa proveresti se invisibile ti muovessi tra noi, vedendo le tue parole ignorate e calpestate ogni giorno.

È evidente che, nonostante molti ti preghino e ti venerino, tu non puoi o non vuoi intervenire nelle vicende umane e, se così è, solo tu sai il perché.

Seminasti parole di pace, di perdono, di carità e di speranza che vennero  e vengono ripetute a non finire nei luoghi di culto e ovunque, ma l’umanità, pur possedendo la consapevolezza del bene e dandone dimostrazione, seguì e segue troppo poco e spesso solo apparentemente i tuoi insegnamenti.

Se veramente puoi osservare ciò che da sempre accade in questo mondo, chissà cosa avrai pensato vedendo partire per la guerra gli eserciti che si fregiavano del simbolo della tua croce. Erano sicuri della tua presenza tra le loro schiere e del tuo aiuto per ottenere la vittoria, ma tu di certo non avresti voluto mettere uomini contro altri uomini, non avresti voluto distruzioni, saccheggi e uccisioni. Come avresti potuto parteggiare per qualcuno quando il tuo intento era stato solo quello di insegnare la pace?

E chissà quanto dolore avrai provato assistendo alle torture e ai roghi voluti dagli inquisitori che, pur ricordando e condannando la tua atroce morte, perpetravano orrori simili, dichiarando di agire in tuo nome.
Chissà quante volte avrai sofferto, vedendo cattiverie, crudeltà, conflitti e massacri e quanto sarai rimasto deluso notando l’opulenza di chi predicava le tue parole di carità, ma pensando ben poco alla fame della povera gente e perseguendo un potere tutt’altro che spirituale.

Tu cacciasti i mercanti dal tempio e rovesciasti i tavoli dei cambiavalute che vivevano per il denaro, non disdegnando la corruzione, ma anche oggi ci sarebbe tanto da buttare all’aria. Ci sono tuttora troppe ingiustizie e sofferenze a causa del continuo e smodato bisogno di ricchezza, il quale va di pari passo con il desiderio di espandere e incrementare la potenza di chi non riesce mai ad accontentarsi di ciò che ha raggiunto.

Ma se stai guardando quello che sta accadendo, tu te ne stai in disparte e lasci fare e, probabilmente, è giusto così.
Un bravo maestro impartisce lezioni importanti, ma poi sta agli alunni mettere in pratica gli insegnamenti ricevuti, egli non interviene più e ognuno, nel bene o nel male, prosegue il proprio cammino.

Da soli dovremmo trovare la strada giusta, ma a tratti pare sommersa dall’ acqua di un fiume in piena o sbarrata dalla caduta di massi insormontabili. Anche nella migliore delle ipotesi, la nostra strada è comunque sempre in salita e disseminata di ostacoli che spesso ci costruiamo da soli e che non siamo capaci di evitare.
Questa è la situazione in cui viviamo da sempre, anche se alcuni uomini, con fatica, hanno provato e provano a cambiarla.

In ogni caso, che ti si reputi o meno figlio di Dio, a tutti resta di te una storia straordinaria, che è certezza di redenzione e di eternità per chi crede e, per chi è tormentato dai dubbi, la speranza di scoprire, un giorno, un luogo migliore di questa Terra.

Lettera a un uomo di molti secoli fa testo di Fresia
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